17 settembre 2000 - CERIMONIA INAUGURATIVA DEL PALAZZO BONCOMPAGNI

foto Palazzo Boncompagni

COMUNE DI ROCCASECCA - (Provincia di Frosinone)

CERIMONIA INAUGURATIVA DEL PALAZZO BONCOMPAGNI

Sede del Municipio di Roccasecca

"Federalismo, il processo di riforma della pubblica Amministrazione, il nuovo ruolo del Comune"

Relazione del Sindaco di Roccasecca, arch. Antonio Abbate, tenuta nella Sala delle adunanze consiliari

il 17 settembre 2000

Roccasecca - Palazzo Boncompagni – Via Roma

Onorevole Sottosegretario all'Interno Schietroma, Onorevole Presidente Storace, Senatore Magliocchetti, Onorevole Testa, Signor Prefetto Vicario Grossi, Signor Questore Vicario D'Onofrio, Generale Calderaro, Generale De Zorzi, Colonnello Chiappini, Colonnello Fraioli, Autorità tutte militari e di pubblica sicurezza, On. Mastrangeli, Onorevoli Assessori regionali Formisano e Gargano, Consiglieri regionali Foglietta e D'Ovidio, Vice Presidente dell'Amministrazione provinciale Torriero, Assessore provinciale Langella, Consiglieri provinciali Turchetta, Pecchioli, Marrocco, Amata e Rufa, Colleghi Sindaci che mi avete preceduto, Rossini e Molle, rappresentante del Comune di Croissy Beaubourg Madame Couillien, Sindaco Renzi di Priverno, Città con noi gemellate, Sindaci e rappresentanti dei Comuni di Ceprano, Villa S.Lucia, Fontana Liri, Colfelice, Colle S.Magno, Cervaro ed Aquino, Consiglieri di altre municipalità limitrofe, Presidente dell'ASI e Direttore dell'Unione industriale di Frosinone, Principe e Principessa Boncompagni, Dirigenti scolastici di Roccasecca Dottoressa Paliotta, Dottoressa Cipriano, e Dottor Di Iorio, Comandante Di Mascio della Compagnia Carabinieri di Pontecorvo, Comandante della locale stazione carabinieri Maconneni, reverendissimi parroci, Assessori e consiglieri di Roccasecca, Dottoressa Decina e suoi colleghi Segretari comunali che l'hanno preceduta, Dott. Lotoro e dott. La Padula, oggi nell'insolita veste di presentatore, Difensore Civico e consulenti di questo Comune, Dirigenti e dipendenti comunali, uomini e donne di Roccasecca, a Voi presenti tutti, porgo il mio più cordiale e deferente saluto di benvenuto a questa pubblica cerimonia.

Un pensiero particolare voglio qui rivolgere a tutte le forze dell'ordine, all'Associazione Nazionale Carabinieri ed all'Euroafi Codacons per il loro insostituibile servizio di vigilanza, all' Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di guerra, non ultime, a tutte le Associazioni di volontariato che operano in questo territorio.

OBIETTIVI CONSEGUITI

Il taglio del nastro è per un sindaco sempre motivo di orgoglio.

Ancora di più lo è quando il sindaco che inaugura l'opera finita è lo stesso che pose la prima pietra.

Con una piccola pattuglia ben affiatata di uomini e donne, di politici e funzionari e con la buona sorte, devo dire che in 8 anni di governo, quanti ne sono passati dal nostro primo insediamento nel 1993, sono molte le opere che questa Amministrazione ha intrapreso, portato a compimento e consegnato ai cittadini.

Sono stati investiti 20 miliardi di lire: circa 10 derivanti dalla contrazione di mutui, mentre altri 10 attraverso finanziamenti propri ( 4 miliardi) o di altri Enti (6 miliardi).

Tra le maggiori opere realizzate figurano:

1) per l'edilizia scolastica - voce di spesa lire 2.689.600.000 - il nuovo edificio Scuola media centro con annessa palestra polivalente e la soprelevazione della scuola elementare in Roccasecca Scalo.

2) per le strutture sportive - voce di spesa lire 2.091.229.000 - la costruzione della piscina comunale e l'imminente realizzazione di una seconda piscina coperta, nei pressi di quella esistente.

3) per i servizi pubblici - voce di spesa lire 6.143.229.000 - l'estendimento della pubblica illuminazione, delle reti idriche e fognarie, della viabilità, il completamento del mattatoio, un nuovo depuratore, il risanamento e l'ampliamento del cimitero, l'allestimento di una delegazione comunale in Roccasecca Scalo, la sistemazione delle aree attigue al parcheggio ferroviario, la realizzazione della rete di metanizzazione, l'acquisto di nuovi automezzi comunali.

4) per la cultura ed il mantenimento delle tradizioni locali - voce di spesa lire 3.696.000.000 - interventi di recupero all'interno del parco del Castello dei Conti d'Aquino, restauro della Casa di S.Tommaso, della Chiesa di S.Giovanni, della Chiesa di S.Vito, il riuso del lavatoio comunale, il recupero urbanistico di varie aree urbane, il riattamento del Palazzo Boncompagni, della Chiesa di S.Francesco, del ricovero Castiglia, della Casa del Custode cimiteriale, della scuola elementare in Roccasecca centro.

Per raggiungere questi obiettivi mi sono profondamente impegnato in prima persona, ma con me hanno lavorato bene anche il personale del comune che ha creduto nei nostri progetti, il consiglio comunale che ha approvato programmi e progetti, gli assessori che mi seguono giorno dopo giorno, fino a questo scorcio della mia seconda consigliatura che vede molte opere, qui non citate, ormai in fase di definizione.

STORIA DEL PALAZZO BONCOMPAGNI

Oggi, con l'aiuto del Signore, ritorniamo nel palazzo che è stato residenza municipale di Roccasecca per oltre un secolo, fino al 1984.

L'edificio era stato costruito nella prima metà del 18° secolo dai signori Boncompagni-Ludovisi.

Nel 1872 il palazzo fu acquistato dall'amministrazione comunale, che immediatamente iniziò una serie di lavori di ampliamento e di ristrutturazione, terminati nel 1881.

Fu danneggiato dai bombardamenti dell'ultima guerra e riparato. Dopo il terremoto del 7 e 11 maggio 1984 fu definitivamente abbandonato.

A causa di lungaggini burocratiche, solo nel febbraio del 1995 si rese disponibile il finanziamento di lire 1.290.000.000 per la sua ristrutturazione proveniente dallo Stato ed un finanziamento di lire 370.000.000 derivante da un mutuo contratto dal comune con la Cassa DD.PP, per un totale complessivo di lire 1.660.000.000.

L'approvazione definitiva del progetto, a firma dell'arch. Roberto Giunchiglia, stesso Direttore dei lavori - che saluto e ringrazio - avvenne il 30 giugno del 1997.

Il 16 febbraio del 1998 le opere vennero appaltate per l'importo di lire 1.115.602.219 (oltre Iva) - mentre lire 193.821.660 (oltre Iva) sono state spese per arredi - alla Società Tecnobrianza, oggi Engeco, che ha ultimato i lavori il 19 giugno scorso.

Se, dunque, l'inaugurazione di una nuova opera è motivo di orgoglio per una Amministrazione, il ritorno nella propria casa, nel palazzo municipale, è per noi motivo di straordinaria felicità.

IL FEDERALISMO

Il Comune nel tempo è andato assumendo significati diversi, dalla sua origine nella storia del nostro Paese, quando i primi statuti hanno rappresentato la nascita delle regole scritte e, quindi, della stessa democrazia.

Oggi tutte le autonomie locali sono interessate da un frenetico, convulso, a volte disordinato processo di riforma, che vuole ridurre il peso e i costi di una burocrazia formalistica e realizzare una organizzazione più vicina ai bisogni della gente.

Per il futuro si vuole un ente capace di associare decentramento e federalismo, anche se ritengo che ciò possa concretamente aversi solo dopo aver modificato la costituzione.

Un percorso non facile che questo Governo non è riuscito ad abbreviare: le dichiarazioni di buona volontà sono rimasti semplici slogan e sterili proclami. Non si fanno riforme efficaci solo con leggi frettolose e rivoluzionarie. Non si fanno riforme efficaci se non si lascia tempo alla gente di capire e di cambiare.

Diversamente, si otterrà il risultato contrario a quello che si vorrebbe: si allontana la gente dalle istituzioni invece di avvicinarla, si riduce la fiducia nello Stato invece di accrescerla, fino ad arrivare alla disobbedienza civile.

Con il federalismo lo Stato accentratore fa un passo indietro, mentre il Comune torna ad assumere un ruolo di primo piano nella cura degli interessi delle popolazioni, nella realizzazione del benessere perché rappresenta lo Stato nella sua articolazione più elementare e più vicina alla voce del cittadino.

Nel federalismo ognuno conterà per quello che saprà esprimere e per come saprà esprimerlo.

Insomma, si potranno esaltare le individualità, le caratteristiche, le specificità di ogni singolo paese, di ogni comune, cioè il federalismo esalterà l'Italia degli 8000 campanili e per questo sarà necessario che ogni cittadino, ogni associazione, ogni organizzazione sociale presti la propria collaborazione per alimentare lo spirito di identificazione con il paese in cui opera. Per questo noi, noi tutti, istituzioni e cittadini, abbiamo il dovere di far crescere la presenza della nostra città al fianco delle altre.

Qualche mese fa, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha avvertito il pericolo che nuovi poteri centrali, come quello regionale, possano sostituirsi al potere dello Stato e creare un nuovo centralismo.

Il rischio è reale, in un momento in cui le Regioni sono impegnate a riscrivere i loro statuti, ma noi potremo evitare questo pericolo solo se manterremo alto il senso di appartenenza al nostro paese, alla nostra città, se sentiremo l'orgoglio di essere nati in un certo posto, se sapremo andare fieri di fronte al mondo di tutte quelle cose, piccole e grandi, che appartengono a un paese.

Altrimenti davvero è possibile che le comunità locali siano schiacciate da poteri più forti fino a perdere la loro fisionomia e la loro stessa autonomia.

IL PROCESSO DI RIFORMA

DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Dicevo prima delle riforme che stanno investendo il nostro Paese.

La Pubblica Amministrazione ha iniziato un lungo e complesso processo di riforma almeno da dieci anni a questa parte.

Dagli anni 90, con la legge 142, sul nuovo ordinamento degli enti locali, e poi con la legge 241 sulla trasparenza e l'accesso, con la legge n. 81 del 1993 sulla nuova elezione del sindaco, con il decreto n. 29 del 1993 e ancora con le leggi note come leggi Bassanini, dal 1997 ad oggi, sulla semplificazione amministrativa, sul decentramento, sui nuovi compiti dei comuni, si può dire che più nulla è come era prima del 1990, o addirittura come era nel secolo scorso.

Ma dobbiamo anche dire che niente è ancora come vorremmo che fosse.

Nel tentativo nobile di cancellare le inefficienze e le lentezze della Pubblica Amministrazione, stiamo via via cancellando anche una serie di certezze che fino a dieci anni fa erano un punto di riferimento per noi amministratori, per i cittadini e per chi nella Pubblica Amministrazione lavora.

Stiamo distruggendo il vecchio, ma non abbiamo ancora costruito il nuovo.

Noi vogliamo costruire il nuovo, ma facendo tesoro di quello che ci lasciamo alle spalle, di quello che abbiamo costruito e anche degli errori che abbiamo fatto, per non ripeterli. Ma il nuovo vogliamo costruirlo passo passo, insieme con i nostri cittadini, facendo maturare nelle loro coscienze il senso delle trasformazioni e delle innovazioni.

IL NUOVO RUOLO DEL COMUNE

E' dunque con una forte, profonda emozione che noi viviamo questo momento, perché a noi è concesso il privilegio di riaprire ai cittadini di Roccasecca le porte della loro casa.

E la loro casa devono considerare questo edificio tutti i miei concittadini, non solo per venire a chiedere quei pochi certificati che ancora sono richiesti, non solo per svolgere le loro pratiche amministrative.

Qui dovete venire per portare anche le vostre esigenze, dovete dirci quali sono i vostri bisogni reali, dovete consentirci di capire anche quali sono le vostre aspirazioni, quando non riuscite ad esprimere dei bisogni.

Questa è anche la casa dei giovani, dei nostri giovani che hanno bisogno, oggi più che mai, di avere punti di riferimento sicuri, di certezze, di fiducia. Di quei giovani che prenderanno dopo di noi la guida di questa città.

Noi abbiamo amministrato Roccasecca in questi anni pensando, scrivendo e realizzando dei programmi. E gli obiettivi che ci siamo posti sono nati sempre dal dialogo con la gente, dall'incontro, dall'ascolto dei bisogni, dalla conoscenza delle mille realtà esistenti.

Abbiamo cercato di soddisfare i bisogni dei nostri amministrati, ma abbiamo interpretato anche quella voglia di migliorare, di competere, di primeggiare, che è propria di questa gente orgogliosa, tenace e operosa.

Noi abbiamo fortemente voluto e vogliamo lo sviluppo e la crescita della nostra città, in armonia con i programmi dei Comuni vicini. Con 4 di essi, Aquino, Piedimonte S.Germano, Pontecorvo e Villa S.Lucia, abbiamo dato vita ad un nuovo soggetto istituzionale: l'Unione dei Comuni denominata Cinquecittà, attraverso la quale gestiremo in forma associata molti dei servizi pubblici per aumentarne la qualità e ridurne i costi.

SVILUPPO E CRESCITA

Lo sviluppo è fatto di strutture e di servizi, di economia e di numeri che migliorano, di un ambiente che viene presidiato ogni giorno, di bilanci e conti che alla fine tornano, perché ogni atto è compiuto con moderazione e nel rispetto della legalità, perché ogni impegno viene preso secondo le capacità che abbiamo di poterlo onorare alla scadenza senza imporre tasse esose, perché sappiamo che il comune non deve tenere i soldi nel cassetto, perché ogni lira dei contribuenti viene investita in opere e servizi di pubblica utilità.

Sviluppo e crescita, dicevo, perché se lo sviluppo è tutto questo, la crescita di una comunità è qualcosa di più. Non solo strade e fognature, case e scuole, parcheggi, giardini e computer. Un popolo cresce quando crescono la coscienza civile, la qualità della vita, la consapevolezza e l'orgoglio di appartenere a un paese dalla storia millenaria, il rispetto delle persone, delle cose, degli eventi e delle tradizioni, degli uomini e delle vicende che questa comunità si porta dietro.

GLI INSEGNAMENTI DI SAN TOMMASO

Noi siamo e ci sentiamo custodi dello spirito di San Tommaso, dei suoi principi filosofici e morali, dei suoi insegnamenti.

In particolare ci sentiamo attratti dalla sua speculazione filosofica nel campo della politica, il cui punto centrale resta il rapporto tra persona e società, dove al carattere individuale del primo soggetto non può non sovraordinarsi l'essenzialità del conseguimento del bene del secondo.

Nella società politica così intesa ciascun individuo - parte dello stesso organismo - trova lo strumento per migliorare la propria esistenza e saprà ritenere indispensabili al raggiungimento del bene comune la pratica delle virtù morali, già individuate dal Dottore della Chiesa: la prudenza politica e la giustizia.

Tale concezione etica ha influenzato la dottrina sociale della Chiesa, ha indicato l'imprescindibilità della solidarietà sociale, ha alimentato la ricerca di tanti pensatori ed illuminato il percorso di quanti - eletti al governo della cosa pubblica - a loro volta hanno ricercato quale unico obiettivo quello dell'impegno sociale.

Questi concetti abbiamo appreso da quelli che sono venuti prima di noi, dai sindaci che mi hanno preceduto, dagli amministratori che hanno lavorato con passione per il bene comune.

Questi principi noi abbiamo coltivato, alimentato e rafforzato nella nostra gestione.

A quelli che dopo di noi vorranno proseguire su questa strada, ai giovani, noi diciamo di credere, così come noi abbiamo creduto, come io ho creduto, nelle cose che facciamo.

Ma diciamo anche di confrontarsi ogni giorno con la gente, con il giudizio degli altri, di rimettersi ogni giorno in discussione, perché nulla può essere imposto se non è condiviso dagli altri.

La Città di San Tommaso non poteva non tributare al suo cittadino più illustre, faro dell'umanità, la realizzazione di una grande statua che, mi auguro presto, verrà installata nei luoghi dove Egli visse, nei pressi della Chiesa in suo nome edificata nel XIV° secolo.

Abilmente realizzata dal Maestro Giuliano Vangi da Pesaro in pietra di Coreno, la scultura, dall'alto delle pendici del Monte Asprano, dominerà su questi luoghi, a ricordarci come sia importante per la società percorrere la strada della verità e della giustizia sociale, per rispondere alle istanze, specie quelle legate alla povertà, che la storia non ha mai smesso di riproporre.

CONCLUSIONE

Non mancheranno nel futuro, come non ci sono mancate in questi 8 anni, avversità e conflitti, difficoltà, amarezze e delusioni, ma tutto verrà ripagato dalla gioia di momenti come questi che oggi stiamo vivendo e che io consegno alla storia della città di Roccasecca e della sua popolazione, perché li conservi con lo stesso orgoglio e lo stesso entusiasmo che noi abbiamo avuto fin dall'inizio del nostro mandato.

Il Sindaco Antonio Abbate

logopiccolo  

Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
Visite totali

Please publish modules in offcanvas position.