Roccasecca: si riparta dal Centro Storico.

ass Antonio_Abbate

In questo comunicato stampa, non censure e critiche (copiosamente indirizzate negli ultimi tempi al sindaco di Roccasecca ed oggetto di interrogazioni consiliari e prese di posizione da parte della minoranza consiliare, circa la sua mala gestione,  sfacciatamente testimoniata da indifferenza verso i problemi della nostra comunità, quali l'ambiente, i servizi, la viabilità, la tassazione locale e dalle pratiche clientelari che la contraddistinguono, come avviene nell'arruolamento di consulenti e nelle scelte poco trasparenti della quotidiana pratica amministrativa) ,  bensì proposte per rilanciare la nostra città.

La storia, che avara non è stata nei nostri confronti, ci ha consegnato tradizioni che pochi Comuni italiani possono vantare: uno dei più fervidi ingegni dell'umanità, San Tommaso, è nato a Roccasecca; il flautista di impareggiabile fama internazionale, Severino Gazzelloni, è stato parimente nostro concittadino; i millenari luoghi che possiamo vantare collocano la nostra città tra quelle più appetibili dal punto di vista turistico e culturale.

Ebbene,  si riparta da lì.

Fino ad oggi, la convinzione che il consenso elettorale rappresentato da chi vive nei nostri centri storici sia poca cosa, ha provocato un progressivo impoverimento e degrado di quella che è la nostra maggiore ricchezza.

Mi riferisco a piazze, chiese, vicoli, presenti nel Capoluogo, a Caprile e al Castello, al Parco dei Conti d'Aquino, ai monumenti rupestri,  agli edifici storici.

Che si aspetta ad attuare politiche per trasformare questa invidiabile ricchezza in opportunità di crescita?

Perchè non si progetta un piano credibile che i fondi regionali  e l'impresa privata sicuramente sosterrebbero?

Può mai tollerarsi che fabbricati dall'alta valenza culturale come la cosiddetta Casa di San Tommaso, l'ex Ricovero Castiglia, Parte del palazzo Paolozzi, peraltro restaurati con finanziamenti pubblici e pronti all'uso, siano miseramente inutilizzati?

Sento parlare dell'imminente realizzazione di nuove piazze in zone di campagna, ma non della definizione di  diversi appalti, iniziati anni orsono, allo stato bloccati, come avviene nella Frazione Castello.

Eppure sono molti i segnali che dovrebbero convincere anche un sindaco come Giorgio a comprendere che è proprio dai centri storici che può darsi futuro alla città: percorsi straordinari come la Via Benidicti, la falesia di Caprile, le gole del Melfa e la riscoperta delle tradizioni collegate.

Una politica che probabilmente non paga elettoralmente in quanto gli effetti che ne discenderebbero non si manifesterebbero nell'immediato, ma che, sicuramente, darebbe  speranza ai nostri giovani.

Passa per la valorizzazione della nostra storia il nostro futuro.

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Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
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