Un’amministrazione da ambo secco, 17- 47

Antonio Abbate ironizza sul “silenzio” del sindaco Giorgio in merito alle continue critiche rivolte all’esecutivo e attacca sulla questione del semaforo di via Casilina non funzionante da settimane

antonio abbate

 

17 gennaio 2012

“Se a un qualsiasi cittadino di Roccasecca capitasse di avere un incubo, di sognare l’amministrazione comunale nel momento in cui sta adottando uno dei tanti provvedimenti capestro che la caratterizzano e volesse tentare la fortuna attraverso il gioco del Lotto, senza ombra di dubbio punterebbe sul 17, la disgrazia, e sul 47, il morto che parla.

A differenza del morto, però, l’attuale amministrazione non parla.

Infatti, nonostante nell'ultima settimana siano apparsi sui giornali locali articoli con cadenza giornaliera che hanno messo a nudo le pecche sul problema rifiuti, sulla mancata raccolta differenziata, sui soldi illegittimi dell’autovelox, sui lavoratori del parcheggio della stazione ferroviaria non pagati, sui palazzi e le strutture storiche dimenticati, sul compattatore in ostaggio - nessuna replica, dico nessuna, è mai giunta dal sindaco di Roccasecca e dalla sua maggioranza.

Per quale motivo? Facile: non sanno cosa dire, non hanno argomenti, è miseramente statica la loro gestione e del tutto improduttiva nei confronti della comunità.

Se si dimettessero sarebbe la più grande vincita per i cittadini roccaseccani, altrimenti non resta che giocarsi l’ambo secco, 17- 47 e sperare nella sorte.

Sempre a proposito di sorte e di numeri legati all’amministrazione di Roccasecca, è il caso di dire due parole su un altro fatto sconcertante. Sono più di tre settimane che il semaforo del bivio su via Casilina non funziona, a causa di un incidente avvenuto alla vigilia di Capodanno. Una situazione pericolosissima per gli automobilisti, tanto che  attraversare la Casilina è diventato  molto rischioso, un vero azzardo, soprattutto per chi arriva da via Piave o da via Montello. Gli incidenti sono all’ordine del giorno, per fortuna fino ad ora senza gravi conseguenze.

Mi chiedo: cosa aspetta il Comune a riparare l’impianto? Perché non lo fa? Non ci sono soldi? E perché dicono allora che tutto va bene, che il bilancio è solido e che, tra l’altro, avvieranno la raccolta differenziata poichè le casse lo permettono?  Quante bugie! Forse non resta che affidarsi alla fortuna, sperare nell’ambo di cui sopra e con un gesto di civica educazione affidare ai cittadini l’onere di riparare il semaforo”.

Antonio Abbate

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Antonio Abbate

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