Casa di San Tommaso, Ricovero Castiglia, Palazzo Paolozzi: tre gioielli messi nel dimenticatoio

Antonio Abbate denuncia lo stato di abbandono totale che l’amministrazione comunale riserva al patrimonio  storico- architettonico della città

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11 gennaio 2011

La Casa di San Tommaso, Palazzo Paolozzi, Ricovero Castiglia: tre splendide strutture pubbliche di Roccasecca che giacciono nel più completo abbandono, nel disinteresse e nella dimenticanza dell’amministrazione comunale.  Segno, tra i più evidenti, dell’assenza di idee e della mancanza di progetto che connota il “modello Giorgio”.

Tutte e tre le strutture citate, veri e propri gioielli architettonici e storici, sono tre lasciti alla città del mio mandato sindacale, così come un elenco sterminato di altri progetti su cui si è vissuto di rendita per anni. Tre strutture che mi premurai in alcuni casi di far ristrutturare, in altri di acquisire al patrimonio pubblico e che nelle mie intenzioni dovevano diventare centrali per un progetto integrato di crescita della città di Roccasecca, fondato sulla leva culturale e su politiche sociali realmente al servizio della collettività.

Da quando non sono più sindaco, questo autentico patrimonio, ristrutturato con fondi regionali, quindi con denaro pubblico, resta penosamente inutilizzato.

Perché tanto disinteresse? Perché correre anche il rischio che la Magistratura contabile indaghi su tanta inadempienza amministrativa?

Si esca finalmente dall’immobilismo e si decida come meglio utilizzare le tre fantastiche strutture!

Ciò si imporrebbe al buon amministratore che abbia concretamente a cuore la propria comunità ed il suo bene.

Utile, a tal riguardo, potrebbe risultare la rilettura ed il conseguente paragone tra ciò che si produsse e si realizzò per Roccasecca  nel periodo 1993-2001 e l’insipiente decennio successivo, i cui effetti negativi perdurano e rendono sempre più residuali i valori fondanti della città di san Tommaso.

E lo dico con l’orgoglio di chi si è sempre speso per la comunità di Roccasecca,  cui rinnovo l’invito a non chinare la testa di fronte a questo malgoverno, a questo modo di interpretare l’amministrazione.

Occorre un sussulto delle coscienze, come è accaduto per l’iniquo provvedimento della Tarsu e la nascita del Comitato civico.

Roccasecca merita molto ma molto di più di questa cricca che la governa.

Lo merita per la propria storia e per le proprie tradizioni.

Torniamo a sentire l’orgoglio dell’appartenenza, del senso di comunità, che politiche scellerate hanno compromesso, ma, fortunatamente, non ancora completamente distrutto.

Roccasecca, i suoi giovani, a cui è affidata la speranza di rinascita, guardino al perido 1993-2001.

Si riparta da lì.

E’ questo l’augurio che sento di fare ai roccaseccani per il 2012”.

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Antonio Abbate

sito web ufficiale    tel. 335 622 6601    email antonioabbate@libero.it 
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